Edicole e carta stampata: una relazione complicata

Tanto si discute della crisi della carta stampata, ma cosa sta succedendo ai rivenditori dell’informazione, ovvero alle edicole?

Repubblica approfondisce la questione, fra i dati esposti almeno due meritano una riflessione.

Il primo: l’importante funzione territoriale che le edicole svolgono a supporto della diffusione dell’informazione. Se infatti, nel mondo digitalizzato in cui viviamo, non stupisce che in meno di 20 anni, le edicole sono passate da oltre 36 mila unità (nel 2001) a poco più di 15.000 (nel 2018), lascia più interdetti il dato che rapporta il numero di edicole presenti per provincia con il numero di comuni della stessa. A titolo esemplificativo, nella provincia di Cuneo che conta 250 comuni sono in esercizio solo 114 edicole. Se è vero che la riforma voluta da Bersani ha autorizzato anche bar, autogrill, supermercati e benzinai alla rivendita dei giornali, i numeri sopra riportati richiamano l’attenzione sull’importanza della diffusione territoriale dell’informazione. La digitalizzazione e la crisi economica influiscono sull’evoluzione degli esercizi commerciali, e investono anche le edicole. Ciò su cui occorre focalizzarsi, però, è che la tanto condannata disinformazione è difficile da contrastare se, come evidenziano i numeri, ci sono comuni dove comprare un giornale pare fisicamente impossibile.

Il secondo: l’evoluzione dell’edicola quale esercizio commerciale ibrido. In effetti, a dispetto di un di un netto calo del numero di edicole, risulta nell’ultimo anno un trend di crescita positivo al sud Italia. Sono infatti solo otto le province che registrano un aumento del numero di edicole, fra le altre Foggia (+0,9%), Reggio Calabria (+1,8%) e Messina (+2,2%). La realtà, però, mostra come questo dato vada letto alla luce del fatto che le nuove edicole siano più assimilabili e piccoli empori che, fra le altre cose, vendono anche giornali. Ci troviamo dunque di fronte ad un dato dalla doppia valenza: se, d’un canto, è da valutare positivamente l’incremento del numero di edicole, d’altro canto emerge come la diffusione dell’informazione non sia più l’attività che consente all’esercizio commerciale di rimanere in attivo in modo adeguato.

In definitiva, appare evidente come la diminuzione del numero di edicole sia un fattore strutturale fortemente impattante sulla diffusione della carta stampata. In un territorio privo di edicole, risulta difficile mantenersi informati se non attraverso il digitale. Ricordiamo però che non tutti gli utenti digitali sono educati a riconoscere le fake news, in questo senso la difficoltà a procurarsi un giornale, fonte più autorevole, contribuisce alla disinformazione. La stessa noncuranza nei confronti della naturale funzione dell’edicola si legge nell’evoluzione di questo esercizio commerciale, dove, se ancora i giornali rappresentano uno degli articoli in vendita, non è detto che la carta stampata abbia vita lunga.

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Adele

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